Un diamante è per sempre?

Un diamante è per sempre?

Assoconsum- Liguria è in procinto di instaurare il contenzioso per i propri associati nei confronti di B.P.M. S.p.a., al fine di ottenere il giusto risarcimento dei danni per l'acquisto dei diamanti ad un valore notevolmete inferiore, rispetto al prezzo pagato. La vicenda è nota : il menzionato Istituto Bancario, tramite i propri operatori, contattarono  i clienti, al fine di far impiegare la propria liquidità nell'acquisto di diamanti, quali beni rifugio . Detta operazione fu consigliata , in quanto l'investimento si dimostrava sicuro ed esente da rischi di perdita del capitale. Infatti, a detta dell'Istituto Bancario il prezzo corrisposto per l'acquisto del bene era rispondente ai listini di mercato, il valore del bene era in costante e graduale aumento secondo i grafici fatti visionare in filiale, l'investimento avrebbe comportato nell'arco di sette anni un rendimento accettabile.
In realtà, l'operazione di investimento si è dimostrata gravemente lesiva degli interessi del risparmiatore, avendo acquistato un bene di valore inferiore rispetto alle quotazioni di Rapaport  L'accordo commerciale tra la società venditrice dei beni preziosi ( Intermarket Diamond Business S.p.a., poi dichiarata fallita) è stato censurato per l'adozione di colpevoli pratiche commerciali scorrette,nonché per le azioni ingannevoli. Nell'adunanza del 20 settembre 2017, L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sanzionava le predette società, poiché le operazioni costituivano una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20 e 21 comma 1, lettere b), c), d) e f), 22, nonché 23, comma 1, lettera t), del Codice del Consumo, vietandone l’ulteriore continuazione- Nelle motivazioni conclusive dell'Autorità Garante si legge espressamente che << La pratica posta

in essere da IDB, ... e BBPM, concernente le modalità di prospettazione dell’acquisto di diamanti in tutto il materiale illustrativo diffuso attraverso il sito e attraverso il canale bancario, nonché attraverso le quotazioni pubblicate periodicamente su Il Sole 24 Ore, integra la violazione degli articoli 20 e 21 comma 1, lettere b), c), d) e f), 22, nonché 23, comma 1, lettera t) del Codice del Consumo in quanto contraria alla diligenza professionale ed idonea a indurre in errore i consumatori relativamente: al prezzo e al modo con cui viene calcolato - prospettato da IDB come quotazione di mercato -; all’andamento del mercato dei diamanti e alla vantaggiosità e redditività dell’acquisto prospettato, in comparazione con l’inflazione ed altri investimenti; alla certezza del rapido e certo disinvestimento in termini facile liquidabilità del bene; alle qualifiche del
professionista IDB che vanta una leadership europea. >>.Vieppiù, la Società venditrice è stata ulteriormente sanzionata, poiché << l’omessa indicazione dell’informativa sul diritto di recesso dovuta per i contratti negoziati al di fuori dei locali commerciali e la mancata messa a disposizione di un modulo tipo costituiscono una violazione
degli artt. 49, 50 e 52 del Codice del Consumo. Inoltre, la previsione di un’unica modalità per l’esercizio del diritto di recesso (consistente nell’invio di una lettera raccomandata oppure via mail con conferma entro le successive 48 ore sempre tramite una lettera raccomandata) rappresenta unulteriore e ingiustificato onere per il consumatore, in contrasto con quanto previsto dall’art. 54 del Codice del Consumo >>.

In attesa di conoscere le determinazioni del Consiglio di Stato, sono state emesse le prime sentenze positive dai Tribunali di merito che condannano gli istituti bancari a risarcire il danno differenziale tra il valore della pietra preziosa e il prezzo pagato.

Assoconsum-Liguria offre l'assistenza consumeristica per ottenere il risarcimento del danno, contattandoci ai recapiti telefonici o alla email indicata